Dieta VLCKD

Dieta VLCKD: Very low-calorie ketogenic diet

Hai già sentito parlare della dieta VLCKD, ma non hai idea di cosa sia e non sai come funziona? In questo articolo troverai tutte le informazioni che stai cercando sulla dieta VLCKD e avrai modo di comprendere la sua efficacia per il trattamento dell’obesità, insulinoresistenza e lipedema.

Iniziamo col vedere cos'è e cosa si mangia in una dieta VLCKD e quali effetti può avere nel tuo programma di dimagrimento.

Cos'è la dieta VLCKD?

Dieta VLCKD

La dieta VLCKD - nello specifico very low-calorie ketogenic diet - è un regime alimentare fortemente ipocalorico (con scarso apporto di calorie) e ipoglucidico (povero di carboidrati) che ha lo scopo di indurre la chetosi, una condizione in cui l'organismo ottiene energia bruciando i grassi.

Rispetto a una dieta tradizionale è molto vantaggiosa sulla fame, sul mantenimento della muscolatura, sulla riduzione delle infiammazioni e sulla perdita di peso ed è un'ottima soluzione per il trattamento dell’obesità.

Dieta VLCKD: perché può essere utile per il trattamento dell'obesità

trattamento obesità

Il sovrappeso e l'obesità sono ormai tra i principali problemi di salute mondiale poiché sembrano essere associati a diverse patologie, tra cui il diabete, l’ipertensione (pressione alta), la dislipidemia (alterazione della quantità di grassi), le malattie cerebro-cardiovascolari e quelle oncologiche.

Diversi studi clinici hanno dimostrato che il cambiamento dello stile di vita, l'uso di farmaci e la chirurgia possono favorire la perdita di peso, ma la maggior parte di persone obese non è in grado di raggiungere il peso sperato né tantomeno di riuscire a mantenerlo nel lungo termine.

Ed ecco che negli ultimi anni, è stata riscoperta la dieta chetogenica classica, un regime alimentare la cui origine risale ad oltre 100 anni fa. Difatti, il fatto che questo regime alimentare potesse essere terapeutico per alcuni stati patologici fu capito già nel 1921 grazie ai primi studi sui corpi chetonici e l'epilessia.

Ad oggi, la dieta VLCKD - very low calorie ketogenic diet - viene considerata un’opzione terapeutica valida in numerosi ambiti clinici: primo fra tutti l’obesità e l'insulinoresistenza ma anche la steatosi epatica (accumulo di trigliceridi), la sindrome dell’ovaio policistico, Lipedema, l’epilessia e l’emicrania.

La dieta VLCKD simula gli effetti del digiuno, grazie ad una drastica riduzione di carboidrati e un relativo aumento di grassi e proteine.

Qual è la differenza tra la dieta VLCKD e le diete chetogeniche classiche?

Dieta chetogenica VLCKD

Apparentemente, la dieta VLCKD e le diete chetogeniche possono sembrare uguali.

Ma quali sono le differenze principali tra questi due approcci?

Anzitutto, la dieta VLCKD è una dieta chetogenica, ma è stata costituita per determinate patologie, come ad esempio l'obesità.

È diversa dalla dieta chetogenica classica in quanto la classica è normocalorica, cioè la quantità di calorie viene calcolata in base al fabbisogno energetico. Invece, la dieta VLCKD, è una dieta ipocalorica (poche calorie) e difatti è sempre al di sotto delle 800 kcal al giorno, mentre nella dieta chetogenica classica si raggiungono tranquillamente le 1500-2500 kcal al giorno.

L'altra differenza sostanziale è che la dieta chetogenica classica introduce più lipidi (grassi) rispetto alla VLCKD.

Quindi, in conclusione, la VLCKD è una dieta normoproteica (normale apporto di proteine), ipolipidica (scarso apporto di grassi) e ipoglucidica (scarso apporto di carboidrati). La dieta chetogenica classica, invece, è normoproteica, iperlipidica (alto contenuto di grassi) e ipoglucidica (scarso apporto di carboidrati).

Dieta chetogenica VLCKD: quali sono le indicazioni e le controindicazioni

Dieta VLCKD controindicazioni
La dieta chetogenica VLCKD rappresenta sicuramente una strategia valida per perdere peso in caso di obesità. Ci sono numerosi studi che hanno dimostrato come la VLCKD riesca a ridurre il grasso addominale, oltre a migliorare il metabolismo e attenuare i livelli infiammatori.

La riduzione di carboidrati ha dei vantaggi sulla glicemia, sulla resistenza insulinica e sul funzionamento delle cellule del pancreas. Ci sono stati dei casi di completa remissione dal diabete mellito di tipo 2 in pazienti sottoposti alla dieta VLCKD.

Pertanto, ormai è chiaro che per i soggetti obesi, la VLCKD apporta numerosi benefici. Ma quali sono le controindicazioni? Ci sono dei soggetti che non possono intraprendere questo tipo di dieta?

Non si può intraprendere una dieta VLCKD:

•    Durante la gravidanza o allattamento;
•    In soggetti che hanno avuto, di recente, un ictus o un infarto e che hanno una situazione cardiaca instabile;
•    Se si hanno disturbi del comportamento alimentare;
•    Se si è affetti da alcune malattie rare.

Schema dieta VLCKD: cosa si mangia e come funziona

Vediamo ora cosa si mangia in una dieta VLCKD. La dieta VLCKD si suddivide in tre fasi: la fase di chetosi, la fase di reintroduzione alimentare e la fase di mantenimento.
 

fasi di un protocollo VLCKD
Muscogiuri G, Barrea L, Laudisio D et al (2019) The management of very low-calorie ketogenic diet in obesity outpatient clinic: a practical guide. J Transl Med 17:356

Nella prima fase l’obiettivo è quello di indurre la chetosi. A tal fine, l’alimentazione dovrà essere basata su 4–6 pasti sostitutivi giornalieri (ad esempio, preparati a base di proteine) accompagnati da verdure. Nelle settimane successive si introduce un alimento proteico classico - come la carne, il pesce o le uova - prima solo per il pasto principale e poi per entrambi i pasti principali.

Questa prima fase, che dura tra le 8 e le 12 settimane, è molto importante, in quanto dovrebbe indurre una perdita di peso dell’80–85%. Inoltre, durante questa prima fase, è fondamentale prendere degli integratori a base di potassio, calcio, magnesio, sodio, vitamine e omega3 per sopperire alla mancanza di numerosi micronutrienti.

Dopo di che si raggiunge la seconda fase, quella di reintroduzione alimentare, in cui vengono leggermente alzate le calorie e reintrodotti gradualmente i carboidrati, partendo da quelli a indice glicemico più basso (frutta e latticini), per poi proseguire con i legumi e, infine, il pane, la pasta e i cereali.

La seconda fase termina quando viene raggiunto il peso stabilito e tutti gli alimenti sono stati inseriti nella dieta.

L’obiettivo finale è quello di educare ad una dieta equilibrata con un apporto calorico tra le 1500–2000 kcal al giorno e di mantenere i risultati nel lungo termine (fase di mantenimento).

Quali possono essere gli effetti indesiderati?

effetti indesiderati VLCKD
La dieta VLCKD è una vera e propria terapia, pertanto è necessario affidarsi ad un nutrizionista specializzato come il Dott. Uliano.

Durante questo percorso alimentare, è molto importante effettuare esami del sangue periodici, in modo tale da monitorare costantemente i valori.

Un'altra analisi importante è la bioimpedenziometria, ossia l'analisi della composizione corporea che può essere utile per rilevare eventuali cambiamenti dell’acqua corporea e valutare l’effetto della chetosi sulla massa muscolare.

Ma quali sono gli effetti indesiderati più comuni?

Se la VLCKD è ben monitorata, gli effetti indesiderati solitamente sono leggeri e facilmente reversibili.

Alcuni sintomi che potresti manifestare inizialmente sono: mal di testa e uno stato di debolezza, che tende poi a scomparire entro le 72 ore con l’innesco dello stato di chetosi. Potrebbero poi manifestarsi stipsi (stitichezza) o diarrea. Inoltre, la disidratazione è frequente, specie nelle fasi iniziali, per cui è molto importante bere molta acqua

 

 

 

APPROFONDIMENTI:
Very low-calorie ketogenic diet (VLCKD): indicazioni ed efficacia nel trattamento dell’obesità 

Contatta il Dr. Uliano

Utilizza il form qui in basso per contattare il Dr. Roberto Uliano.

Nutrizionista Napoli centro
Uliano Roberto

Autore

Dr. Roberto Uliano

Da 15 anni lavoro come nutrizionista nelle città di Napoli, Roma, Castellammare di Stabia.

Sono consulente e scrittore nel campo delle scienze dell'alimentazione presso diverse testate giornalistiche come viveresaniebelli, silhoutte. Nel 2015 sono stato consulente della testata "Bimbi a tavola", rivista di educazione alimentare per i bambini. Sono docente dal 2011 di nutrizione applicata presso la Scuola di Nutrizione Salernitana. Il mio obiettivo è quello di insegnare la nutrizione in pratica.

Opero da anni nel campo dell'obesità, dello sport e di numerose patologie correlate all'alimentazione.

Ti potrebbero interessare